Un incontro con gli studenti della Scuola Media “Gentile” di Foligno per portare la nostra Carta fondamentale fuori dalle pagine dei libri e dentro la vita quotidiana dei giovani cittadini.
Ci sono documenti che nascono da ferite profonde. La Costituzione della Repubblica Italiana è uno di questi: figlia di una guerra devastante, di una dittatura ventennale, della Resistenza e di un Paese che — nel 1948 — decise di ricominciare dalle fondamenta, mettendo per iscritto i valori su cui costruire una convivenza degna di questo nome.
Settantasei anni dopo, quelle parole sono ancora lì. E la domanda che dobbiamo porci, come cittadini e come educatori, è se siano davvero vive — nella mente, prima ancora che nella memoria — di chi verrà dopo di noi.
È con questo spirito che oggi, insieme agli amici del Lions Club, siamo stati ospiti della Scuola Media “Gentile” di Foligno, per un percorso formativo sulla Costituzione Italiana rivolto alle classi terze.
Perché la Costituzione a scuola — e perché adesso
L’articolo 1 della nostra Carta comincia con una scelta precisa: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” Non su un re, non su un esercito, non su una fede. Su un principio di dignità condivisa.
Eppure la democrazia non si eredita automaticamente. Si impara. Si pratica. Si coltiva — esattamente come qualunque altra competenza — attraverso l’esposizione, l’esempio, il confronto. I diritti sanciti dalla Costituzione non sono conquiste garantite per sempre: sono il risultato di lotte storiche che rischiano di diventare invisibili se non vengono raccontate e comprese.
Portare la Costituzione nelle classi terze della media non è un gesto retorico. È un atto di responsabilità civile. È il momento in cui ragazze e ragazzi — che stanno per diventare cittadini a tutti gli effetti — incontrano per la prima volta, in modo diretto e consapevole, il patto su cui si regge la società in cui vivono.
Diritti, doveri e la grammatica della libertà
Nel percorso formativo abbiamo affrontato i cardini della Carta: diritti e doveri, libertà e democrazia, uguaglianza e solidarietà. Parole che i ragazzi conoscono già, almeno in superficie. Ma conoscere una parola non è capirne il peso.
Cos’è la libertà, concretamente? È l’assenza di coercizione, certo. Ma la Costituzione va oltre: all’articolo 3, afferma che è compito della Repubblica “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Una visione esigente, che pone la questione non solo in termini negativi (nessuno ti impedisce di fare) ma positivi (la società ti mette nelle condizioni di poter fare).
Questa distinzione — tra libertà formale e libertà sostanziale — è uno dei concetti più potenti che possiamo trasmettere ai giovani. E richiede discussione, non semplice lettura.
La curiosità dei ragazzi: la vera risorsa
Quello che colpisce ogni volta che si entra in una classe con questi temi è la qualità dell’attenzione. I ragazzi non sono apatici di fronte alla Costituzione: lo diventano quando viene loro presentata come un testo inerte da studiare per l’interrogazione.
Quando invece si parte da situazioni concrete — le notizie di cronaca, le disuguaglianze che vivono, i conflitti che osservano nel mondo — e si mostra come la Costituzione offra strumenti per leggerle e affrontarle, l’interesse si accende. Le domande arrivano. Il confronto si apre.
La curiosità e l’entusiasmo che abbiamo incontrato oggi alla “Gentile” ne sono la conferma. I giovani vogliono capire il mondo in cui vivono. Hanno bisogno di adulti che li accompagnino, non che recitino nozioni davanti a loro.
Un progetto che cresce: tutte le classi terze coinvolte
Quella di oggi è solo la prima tappa. Il progetto Lions è pensato per raggiungere tutte e sei le classi terze della scuola, garantendo a ogni ragazzo e ragazza la stessa opportunità di incontro con i valori costituzionali.
È un investimento di tempo e di energia che racconta molto della filosofia del Lions Club: We Serve non significa distribuire risorse materiali, ma anche — e forse soprattutto — contribuire alla formazione di cittadini consapevoli. Perché una società migliore non si costruisce solo con le infrastrutture, ma con le persone che la abitano.
La Costituzione come bussola, non come monumento
La Costituzione italiana è spesso celebrata nelle ricorrenze, citata nei discorsi ufficiali, esposta nelle aule istituzionali. Ma rischia di restare un monumento — ammirato da lontano, poco frequentato nella vita quotidiana.
Il lavoro che si fa nelle scuole serve esattamente a questo: a restituirle la funzione per cui è nata. Non un testo sacro da venerare, ma una bussola da usare. Uno strumento per orientarsi quando i valori sembrano confondersi, quando i diritti vengono compressi, quando la democrazia fatica a respirare.
Consegnare questa bussola ai ragazzi — con linguaggio chiaro, con esempi vivi, con il rispetto che meritano come interlocutori — è forse il gesto più concreto che possiamo compiere per il futuro del Paese.
Un grazie sincero alle insegnanti della “Gentile” per l’accoglienza e la disponibilità, e a tutti i ragazzi per aver dimostrato che la cittadinanza attiva si può ancora insegnare — e ancora imparare.


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